
Attenzione: l’articolo contiene spoiler sul capitolo 386 di Berserk.
- 1 Griffith contro la Mano di Dio e le crepe di Falconia
- 2 Il ritorno a Falconia
- 3 Schierke cerca Casca
- 4 L’incontro a distanza con Sonia
- 5 Sonia come antagonista di Schierke
- 6 La missione di Mule e Sonia
- 7 I fedeli delle antiche divinità
- 8 Sonia e il disprezzo per il vecchio ordine
- 9 La risposta di Griffith
- 10 Falconia si prepara alla guerra
- 11 Casca incontra Sonia e Mule
- 12 Il cuore di Griffith
- 13 Griffith raggiunge Casca
- 14 Il ritorno della Mano di Dio
- 15 Griffith protegge Casca
- 16 La Mano di Dio contro Falconia
- 17 Griffith agisce autonomamente?
- 18 Falconia è davvero una prigione dorata?
- 19 Griffith è migliore degli altri membri?
- 20 Griffith è più pericoloso della Mano di Dio?
- 21 Griffith pronto a combattere
- 22 Il collegamento con il Moonlight Boy
- 23 Il volto di Griffith
- 24 Gatsu e Griffith stanno cambiando insieme
- 25 Una possibile alleanza tra Gatsu e Griffith?
- 26 Conclusioni
Griffith contro la Mano di Dio e le crepe di Falconia
Dopo due capitoli interamente dedicati alla rinascita di Gatsu, Berserk cambia nuovamente prospettiva e torna a Falconia, dove Casca era stata condotta da Griffith dopo la distruzione dell’Isola degli Elfi.
Il capitolo 386 interrompe quindi la linea narrativa dei Kushan proprio nel momento in cui il Guerriero Nero sembrava pronto a rimettersi in movimento. La scelta non è casuale: fin dalla reincarnazione di Griffith, la storia di Berserk ha alternato frequentemente il percorso di Gatsu a quello del Falco di luce.
Mentre Gatsu acquisisce una nuova consapevolezza della propria natura, a Falconia accade qualcosa di altrettanto importante. Casca cerca di muoversi all’interno del palazzo, Schierke prova a raggiungerla attraverso il mondo astrale e gli altri membri della Mano di Dio tornano finalmente sulla scena.
La rivelazione più sconvolgente, però, riguarda Griffith.
Per la prima volta, il quinto membro della Mano di Dio sembra opporsi apertamente ai propri simili per proteggere Casca.
Il ritorno a Falconia
Il capitolo 386 torna a mostrare Casca dopo una lunga assenza.
La donna si aggira all’interno del palazzo di Falconia, ancora prigioniera di una città che appare perfetta agli occhi dei suoi abitanti, ma che per lei rappresenta una vera e propria gabbia.
Il Marchio del sacrificio inizia a sanguinare e a provocarle dolore. Questo significa che una presenza demoniaca particolarmente potente si trova nelle vicinanze.
Casca non sembra ancora sapere da dove provenga il pericolo, ma la sua reazione fisica anticipa ciò che avverrà poco dopo: Falconia non è soltanto il regno luminoso e sicuro mostrato alla popolazione. Nel cuore del palazzo si stanno manifestando le forze più oscure dell’interstizio.
Il contrasto tra la magnificenza della città e il dolore provocato dal Marchio rafforza uno dei temi principali del capitolo: la prosperità di Falconia potrebbe essere soltanto una superficie costruita sopra qualcosa di profondamente innaturale.
Schierke cerca Casca
Mentre Casca attraversa il palazzo, Schierke continua a cercarla attraverso il proprio corpo astrale.
Il corpo fisico della giovane maga è ancora privo di sensi nella capitale kushan, ma il suo spirito percorre i rami dell’Albero a spirale del mondo, tentando di raggiungere Falconia.
Dall’alto, Schierke osserva la città e le anime dei suoi abitanti, che le appaiono come un cielo pieno di stelle. In mezzo a quella moltitudine deve riconoscere una luce precisa: quella di Casca.
La scena mostra ancora una volta il ruolo centrale dell’Albero a spirale come struttura di collegamento tra luoghi, anime e differenti livelli del mondo astrale.
Falconia non è semplicemente una città costruita ai piedi dell’albero. È uno dei punti più importanti del nuovo ordine mondiale generato dalla sovrapposizione tra il piano fisico e quello spirituale.
Schierke tenta di utilizzare quella stessa struttura per infiltrarsi nel regno di Griffith.
L’incontro a distanza con Sonia
Durante la ricerca, Schierke percepisce una presenza conosciuta: Sonia.
Le due si erano già incontrate nel porto di Vritannis, in una scena che aveva evidenziato immediatamente la loro affinità e, allo stesso tempo, la profonda differenza tra i loro percorsi.
Entrambe possiedono capacità spirituali fuori dal comune.
Schierke ha però costruito la propria conoscenza attraverso l’insegnamento di Flora, il rispetto per il mondo naturale e il rapporto con i propri compagni. Sonia, invece, ha legato interamente la propria identità alla devozione per Griffith.
Anche Sonia percepisce l’arrivo del corpo astrale di Schierke e guarda verso l’Albero a spirale.
Mule, che si trova al suo fianco, nota soltanto alcuni uccelli migratori nel cielo. Sonia comprende invece che qualcosa di molto più importante si sta muovendo sopra Falconia.
Il titolo del capitolo, traducibile provvisoriamente come “È possibile catturare un uccello migratore tra le nuvole?”, potrebbe quindi riferirsi proprio alla possibilità che Sonia tenti di intercettare o catturare Schierke durante il suo viaggio astrale.
Sonia come antagonista di Schierke
L’incontro a distanza conferma che Sonia potrebbe diventare una delle principali antagoniste di Schierke.
Le due rappresentano forme opposte di rapporto con il mondo astrale.
Schierke riconosce l’esistenza di equilibri che devono essere rispettati. La magia, per lei, non è un potere da esercitare arbitrariamente, ma una forma di conoscenza che implica responsabilità.
Sonia interpreta invece le proprie capacità come una conferma della superiorità di Griffith e della missione affidata alla nuova Squadra dei Falchi.
La sua espressione sospettosa suggerisce che abbia compreso immediatamente il pericolo rappresentato dalla presenza di Schierke.
La giovane maga potrebbe infatti raggiungere Casca, comunicare con lei oppure scoprire informazioni che Griffith vuole mantenere nascoste.
Sonia non sembra intenzionata a ignorare questa intrusione. Il capitolo prepara quindi un possibile confronto sul piano astrale tra le due ragazze.
La missione di Mule e Sonia
Sonia e Mule raggiungono Griffith per fare rapporto sulla situazione al di fuori delle mura di Falconia.
I due erano stati inviati in ricognizione nelle terre circostanti e riportano un quadro meno positivo di quanto ci si potrebbe aspettare.
La battaglia contro le creature astrali sembra procedere bene, ma le popolazioni che sopravvivono non scelgono necessariamente di unirsi a Falconia. Alcune persone diventano banditi, mentre altre fuggono verso oriente, in direzione delle terre controllate dai Kushan.
Il dato è particolarmente importante.
Falconia è stata presentata come l’ultimo rifugio sicuro dell’umanità, la città capace di garantire ordine, protezione e prosperità in un mondo invaso dai mostri.
Eppure non tutti desiderano entrarvi.
Molti preferiscono affrontare i rischi del nuovo mondo oppure cercare protezione presso i Kushan. Questo significa che l’attrazione esercitata dal regno di Griffith non è universale.
La grande narrazione di Falconia inizia a mostrare le prime crepe.
I fedeli delle antiche divinità
Mule riferisce che tra coloro che si dirigono verso est ci sono anche persone rimaste fedeli alle antiche divinità locali.
Il dettaglio potrebbe avere conseguenze rilevanti.
Queste popolazioni sembrano mantenere un legame con forme di spiritualità precedenti al nuovo ordine imposto dalla nascita di Fantasia. Potrebbero quindi essere più vicine alla magia praticata da Schierke e Flora oppure alle tradizioni spirituali dei Kushan.
La migrazione verso oriente non sarebbe soltanto politica o militare, ma anche religiosa.
Da una parte si trova Falconia, costruita intorno alla figura quasi messianica di Griffith. Dall’altra potrebbero riunirsi comunità che non accettano di abbandonare le proprie tradizioni e che cercano un modello differente di convivenza con il mondo astrale.
Questo sviluppo rende l’impero kushan un possibile centro di resistenza contro Griffith.
Gatsu non è quindi l’unico elemento che potrebbe rafforzare la posizione dei Kushan. Anche una parte dell’umanità sembra spontaneamente convergere verso di loro.
Sonia e il disprezzo per il vecchio ordine
Sonia reagisce alle notizie con disprezzo.
Considera patetiche le persone che rifiutano Falconia e sostiene che aggrapparsi al vecchio ordine significhi ostacolare la prosperità.
Le sue parole sono perfettamente coerenti con il personaggio.
Sonia non si limita ad amare Griffith. Ha interiorizzato completamente il racconto costruito intorno al suo regno. Per lei, il nuovo ordine è necessariamente superiore e chiunque non lo accetti è ignorante, arretrato o incapace di comprendere il progresso.
La ragazza non prende in considerazione la possibilità che qualcuno possa avere ragioni legittime per diffidare di Falconia.
Non vede le persone come individui dotati di volontà e cultura, ma come soggetti da convertire a una verità già stabilita.
In questo senso, Sonia rappresenta uno degli aspetti più inquietanti del progetto di Griffith: la trasformazione della devozione personale in ideologia.
Falconia non richiede soltanto obbedienza. Richiede che il proprio modello venga percepito come l’unico futuro possibile.
La risposta di Griffith
Mule invita Sonia a moderare le parole, dimostrando ancora una volta un atteggiamento più umile e meno fanatico.
A quel punto interviene Griffith.
Secondo il Falco di luce, le persone che rifiutano Falconia agiscono per paura. Il mondo cambia continuamente, ma alcuni esseri umani temono il cambiamento e trasformano questa paura in rabbia.
Il discorso è apparentemente lucido e persuasivo.
Griffith non condanna direttamente chi si oppone al suo regno. Interpreta però il dissenso come una reazione psicologica irrazionale, non come una scelta legittima.
Questa impostazione gli permette di presentare la propria espansione come una forma di illuminazione.
Se le persone rifiutano Falconia, non è perché Falconia possa avere qualcosa di sbagliato. È perché non hanno ancora compreso la verità.
Mule arriva infatti ad assumersi la responsabilità del fallimento, sostenendo implicitamente che lui e Sonia non siano stati capaci di trasmettere adeguatamente il messaggio di Griffith.
Il Falco di luce lo rassicura, ma aggiunge un’affermazione importante: quando le parole non bastano, occorre dimostrare le proprie ragioni attraverso i fatti.
La frase anticipa la possibilità di un nuovo conflitto.
Falconia si prepara alla guerra
Il riferimento di Griffith alla necessità di agire suggerisce che il regno del Falco potrebbe presto muoversi verso oriente.
Le popolazioni in fuga stanno rafforzando i territori kushan e questo potrebbe trasformare l’impero in un’alternativa politica e spirituale a Falconia.
Per Griffith, la situazione non può essere ignorata.
Falconia si fonda anche sull’idea di essere l’unico luogo in grado di proteggere l’umanità. L’esistenza di una seconda potenza capace di offrire rifugio e accogliere chi rifiuta il nuovo ordine metterebbe in discussione questa narrazione.
Lo scontro con i Kushan potrebbe quindi non essere soltanto una guerra territoriale.
Sarebbe il confronto tra due differenti modelli di ordine: quello centralizzato e apparentemente perfetto di Griffith e quello più antico, magico e culturalmente eterogeneo rappresentato dai Kushan.
La presenza di Gatsu rende questa futura battaglia ancora più significativa.
Casca incontra Sonia e Mule
Dopo aver concluso il rapporto, Sonia e Mule si allontanano dalla sala e incontrano Casca.
Mule si accorge che la donna sta male e cerca istintivamente di aiutarla. Sonia lo ferma, sostenendo che sia soltanto una domestica.
La spiegazione appare poco convincente.
Mule aveva già visto Griffith tornare dall’Isola degli Elfi con Casca tra le braccia. Potrebbe non averla riconosciuta chiaramente, ma Sonia sembra soprattutto voler impedire qualsiasi avvicinamento.
Il suo sguardo verso Casca è caratterizzato da gelosia e disprezzo.
Sonia considera Griffith una figura assoluta e desidera occupare una posizione privilegiata accanto a lui. La presenza di Casca rappresenta qualcosa che non riesce a comprendere: una donna verso cui Griffith manifesta un’attenzione differente e che sembra legata alla parte più profonda della sua identità.
Sonia potrebbe non conoscere la verità sul Moonlight Boy, ma percepisce che Casca occupa uno spazio al quale lei non può accedere.
Il cuore di Griffith
Rimasto solo, Griffith porta una mano al petto.
Il gesto richiama direttamente il legame con il Moonlight Boy e con le emozioni che il bambino prova nei confronti di Casca e Gatsu.
Griffith sembra rivolgere un pensiero proprio a Gatsu, chiedendogli se abbia percepito ciò che sta accadendo.
Il significato della scena resta ambiguo.
Il cuore di Griffith potrebbe aver ripreso a battere in risposta alla presenza di Casca. Potrebbe trattarsi di un sentimento appartenente al Moonlight Boy, che continua a sopravvivere all’interno del corpo reincarnato di Griffith.
In questo caso, Griffith starebbe riconoscendo una debolezza.
Nonostante il proprio potere, non è completamente libero dal corpo attraverso cui è tornato nel mondo fisico. Il figlio di Gatsu e Casca continua a influenzare le sue reazioni e forse persino le sue decisioni.
Questo legame potrebbe rappresentare uno dei pochi punti attraverso cui Gatsu può realmente raggiungerlo.
Griffith raggiunge Casca
Griffith attraversa la grande sala e si avvicina a Casca.
Il Marchio del sacrificio sanguina con intensità crescente, mentre la donna reagisce con terrore alla sua presenza.
Griffith le domanda perché sia venuta, assumendo un’espressione particolarmente inquietante.
La domanda è significativa perché Casca non sembra muoversi completamente per scelta cosciente. Potrebbe essere stata attirata dalla presenza di Griffith, dal Moonlight Boy oppure dalla manifestazione delle entità astrali che sta per iniziare.
In ogni caso, il suo corpo percepisce il pericolo prima ancora che la mente riesca a comprenderlo.
La vicinanza di Griffith riattiva inevitabilmente il trauma dell’Eclissi, ma questa volta la scena prende una direzione inattesa.
Il ritorno della Mano di Dio
Alle spalle di Griffith compare un’energia oscura simile a una massa liquida o demoniaca.
Dalla colonna della sala prendono forma quattro entità.
Slan, Ubik, Conrad e Void tornano finalmente insieme sulla scena.
È un evento di enorme importanza narrativa. I quattro membri della Mano di Dio non apparivano riuniti da decenni di pubblicazione e il loro ritorno avviene proprio nel cuore di Falconia.
La città che dovrebbe rappresentare la salvezza dell’umanità viene quindi visitata dalle entità che incarnano le forze più oscure e incomprensibili della causalità.
Il Marchio di Casca reagisce violentemente perché si trova improvvisamente davanti all’intera Mano di Dio.
La scena potrebbe sembrare l’inizio di un nuovo sacrificio o di un tentativo di trascinarla nuovamente nell’abisso.
Griffith, però, reagisce in modo sorprendente.
Griffith protegge Casca
Quando gli altri membri della Mano di Dio sembrano avvicinarsi a Casca, Griffith la copre con il proprio mantello.
Il gesto richiama direttamente quanto accaduto sulla Collina delle spade, quando aveva protetto la donna dalla caduta di alcuni massi.
Allora, il comportamento era stato attribuito all’influenza del figlio di Gatsu e Casca, il cui corpo era stato utilizzato per la reincarnazione di Griffith.
Nel capitolo 386, però, il gesto assume un peso ancora maggiore.
Griffith non protegge Casca da un pericolo esterno o accidentale. Si frappone fisicamente tra lei e gli altri membri della Mano di Dio.
La composizione della tavola sembra sottolineare la separazione.
Da una parte si trova Griffith, che usa il proprio corpo e il mantello per coprire Casca. Dall’altra ci sono le entità alle quali dovrebbe appartenere.
Per la prima volta, la frattura interna alla Mano di Dio diventa visibile.
La Mano di Dio contro Falconia
Gli altri membri della Mano di Dio osservano Griffith con ironia e disprezzo.
Slan lo provoca per il fatto che invii demoni per poi sterminarli. Ubik deride il suo tentativo di interpretare il ruolo dell’eroe, mentre Void condanna quello che considera uno spettacolo infantile e privo di significato.
Falconia viene descritta come un’illusione fragile, un miraggio destinato a dissolversi.
Griffith viene definito il re dei burattini, sovrano di un’opera costruita esclusivamente per se stesso.
Queste parole cambiano profondamente il modo in cui possiamo interpretare il Regno del Falco.
Finora era possibile pensare che Falconia facesse parte di un progetto condiviso dalla Mano di Dio: un passaggio necessario per concentrare l’umanità, modificare il mondo e realizzare un disegno legato alla causalità.
Il capitolo suggerisce invece che gli altri membri non considerino seriamente il progetto di Griffith.
Per loro, Falconia è soltanto il sogno personale di un uomo che non ha mai rinunciato all’ambizione di possedere un regno.
Griffith agisce autonomamente?
La reazione della Mano di Dio apre una questione fondamentale: Griffith sta seguendo un progetto autonomo?
I membri della Mano di Dio non sembrano opporsi tra loro secondo una gerarchia rigida. Ognuno agisce in base ai propri desideri e alla propria natura.
Tuttavia, fino a questo momento, Griffith sembrava il rappresentante più visibile di un disegno comune.
Il capitolo 386 mostra invece una distanza molto più profonda.
Gli altri membri considerano ridicola la sua volontà di governare gli esseri umani e proteggerli dai mostri. Non sembrano attribuire a Falconia alcun valore superiore.
Questo potrebbe significare che Griffith stia usando i poteri ottenuti come Femto per realizzare il sogno che aveva fin da bambino: possedere il proprio regno.
La trasformazione in membro della Mano di Dio non avrebbe cancellato la sua ambizione originaria.
Al contrario, gli avrebbe fornito gli strumenti per realizzarla su una scala quasi divina.
Falconia è davvero una prigione dorata?
Le voci della Mano di Dio definiscono Falconia una fredda prigione di pietra.
L’espressione descrive perfettamente anche la condizione di Casca.
La città offre sicurezza, cibo, ordine e prosperità. Allo stesso tempo, chi vi entra viene inserito in una struttura completamente dominata da Griffith.
La popolazione lo adora, la religione lo legittima, l’esercito lo serve e persino il rapporto con i morti passa attraverso i poteri delle sue medium.
Falconia soddisfa ogni bisogno umano, ma riduce progressivamente lo spazio della libertà individuale.
Le persone possono vivere bene finché accettano il ruolo assegnato dal nuovo ordine.
Casca rappresenta il lato più evidente di questa contraddizione. È protetta e trattata con apparente cura, ma non può lasciare la città né scegliere il proprio destino.
La perfezione di Falconia è quindi inseparabile dalla prigionia.
Griffith è migliore degli altri membri?
Il fatto che Griffith protegga Casca e costruisca un luogo sicuro per l’umanità potrebbe far pensare che sia diventato più benevolo rispetto agli altri membri della Mano di Dio.
Il capitolo, però, non permette una conclusione così semplice.
Falconia potrebbe realmente garantire la sopravvivenza di milioni di persone, ma è Griffith stesso ad aver contribuito alla creazione del mondo mostruoso dal quale ora le protegge.
La sua figura continua quindi a occupare contemporaneamente il ruolo del salvatore e quello del responsabile della catastrofe.
Inoltre, proteggere Casca non significa necessariamente agire per amore o rimorso.
Il gesto potrebbe derivare interamente dal Moonlight Boy oppure dalla necessità di mantenere in vita una componente essenziale del proprio corpo reincarnato.
Griffith potrebbe persino considerare Casca una proprietà da difendere dagli altri.
La protezione non cancella il rapimento né quanto accaduto durante l’Eclissi.
Griffith è più pericoloso della Mano di Dio?
Esiste anche un’interpretazione opposta.
Griffith potrebbe non essere più umano o compassionevole degli altri membri, ma più ambizioso e imprevedibile.
Slan, Ubik, Conrad e Void sembrano seguire la causalità e i propri desideri senza interessarsi alla costruzione di un ordine politico stabile. Griffith, invece, vuole trasformare radicalmente il mondo e governarlo.
Il suo progetto potrebbe quindi essere persino più pericoloso.
Falconia potrebbe non rappresentare il fine ultimo, ma soltanto uno strumento per concentrare l’umanità, eliminare ogni alternativa e ottenere un controllo assoluto sul piano fisico e astrale.
Il disprezzo mostrato dagli altri membri non dimostra necessariamente che Griffith stia facendo qualcosa di buono.
Potrebbe significare semplicemente che sta costruendo un disegno che nemmeno loro riescono ancora a comprendere.
Griffith pronto a combattere
Dopo le provocazioni, Griffith alza una mano.
Il gesto ricorda il modo in cui ha già utilizzato i propri poteri per manipolare lo spazio e la materia contro i nemici.
Per alcuni istanti, sembra quindi pronto a confrontarsi direttamente con gli altri membri della Mano di Dio.
La possibilità è straordinaria.
Griffith non si limita a ignorare le loro critiche. Potrebbe essere disposto a utilizzare la propria forza contro di loro per proteggere Casca o difendere il proprio progetto.
Prima che lo scontro abbia inizio, però, le quattro entità si dissolvono.
La tensione rimane irrisolta, ma la scena ha ormai chiarito che l’unità della Mano di Dio non può più essere data per scontata.
Il collegamento con il Moonlight Boy
La scomparsa delle entità viene accompagnata da un dettaglio dei capelli di Griffith rivolti verso l’Albero a spirale.
I capelli hanno sempre avuto un ruolo visivo importante nella trasformazione tra Griffith e il Moonlight Boy.
Il particolare potrebbe suggerire che la reazione di Griffith sia collegata ancora una volta al bambino.
La volontà di proteggere Casca non nascerebbe quindi da Femto, ma dalla parte del figlio che continua a esistere dentro il suo corpo.
Questa interpretazione renderebbe il conflitto ancora più complesso.
Griffith potrebbe desiderare di restare completamente distaccato, ma essere costretto a provare emozioni e impulsi che non gli appartengono. Il Moonlight Boy costituirebbe così una presenza interna capace di interferire con le decisioni di un membro della Mano di Dio.
Il figlio di Gatsu e Casca non sarebbe soltanto una debolezza fisica, ma una vera opposizione emotiva alla natura di Femto.
Il volto di Griffith
Dopo che Casca viene soccorsa dalle ancelle, Griffith rimane a osservarla.
Il suo volto appare serio, teso e quasi arrabbiato, con un’espressione che ricorda maggiormente il Griffith della Golden Age rispetto alla figura divina e impassibile vista a Falconia.
Le voci della Mano di Dio continuano a risuonare nella scena, ricordandogli che Falconia è ciò che lui stesso ha desiderato.
Il momento suggerisce che Griffith non sia completamente soddisfatto.
Ha ottenuto il regno per il quale aveva sacrificato tutto, eppure continua a essere legato a Gatsu, Casca e al bambino nato dalla loro unione.
Il suo sogno è stato realizzato, ma non gli ha garantito una libertà assoluta.
La prigione di pietra potrebbe quindi non contenere soltanto Casca e gli abitanti di Falconia. Potrebbe essere anche la prigione di Griffith.
Gatsu e Griffith stanno cambiando insieme
I capitoli 384, 385 e 386 sembrano costruire due trasformazioni parallele.
Gatsu ha affrontato il proprio passato, riconosciuto il legame con l’interstizio e ritrovato la volontà di agire.
Griffith, nello stesso momento, scopre che il proprio regno non è accettato da tutti, che gli altri membri della Mano di Dio disprezzano il suo progetto e che il legame con Casca e il Moonlight Boy continua a influenzarlo.
Il Guerriero Nero sembra quindi uscire dalla propria crisi mentre il Falco di luce entra in una fase di crescente instabilità.
Gatsu spezza una catena.
Griffith inizia forse a rendersi conto delle catene che non è mai riuscito a eliminare.
Questo rovesciamento potrebbe preparare il terreno per il confronto finale.
Una possibile alleanza tra Gatsu e Griffith?
La protezione di Casca e la contrapposizione alla Mano di Dio aprono anche una teoria estrema: Griffith potrebbe arrivare ad allearsi temporaneamente con Gatsu.
Al momento, non esistono elementi sufficienti per considerare probabile questa possibilità.
Griffith resta il responsabile dell’Eclissi, della violenza subita da Casca e della morte della Squadra dei Falchi. Inoltre, ha rapito Casca e continua a tenerla prigioniera.
Un’alleanza stabile apparirebbe quindi difficilmente conciliabile con il percorso dei personaggi.
Potrebbe però verificarsi una convergenza momentanea di interessi.
Se la Mano di Dio decidesse di opporsi apertamente a Griffith oppure di minacciare Casca, Gatsu e il Falco di luce potrebbero trovarsi a combattere lo stesso nemico per ragioni completamente differenti.
Questo non cancellerebbe il loro conflitto.
Al contrario, potrebbe renderlo ancora più tragico e complesso.
Conclusioni
Il capitolo 386 di Berserk rappresenta una delle svolte più importanti della prosecuzione affidata a Kouji Mori e Studio Gaga.
Il ritorno della Mano di Dio non è soltanto un evento spettacolare. Rivela che gli altri membri non approvano il progetto di Griffith e considerano Falconia un’illusione costruita per soddisfare la sua ambizione.
Griffith, dal canto suo, protegge Casca e sembra persino pronto a utilizzare i propri poteri contro i suoi compagni.
Il capitolo mette quindi in discussione molte delle certezze costruite fino a questo momento.
Falconia non appare più come il risultato evidente di un piano condiviso dalla Mano di Dio. Potrebbe essere il sogno personale di Griffith, una prigione dorata, uno strumento di dominio o la prima fase di un progetto che soltanto lui conosce.
Contemporaneamente, la città mostra le prime crepe.
Non tutti gli esseri umani accettano il nuovo ordine. Molti fuggono verso i Kushan, portando con sé antiche tradizioni e forme di spiritualità che potrebbero alimentare una resistenza.
Mentre Gatsu rinasce e recupera la volontà di combattere, Griffith si trova quindi sempre più isolato: contestato dagli uomini che rifiutano Falconia, deriso dagli altri membri della Mano di Dio e condizionato dal legame con il Moonlight Boy.
Il capitolo 386 non chiarisce se Griffith stia diventando più umano o ancora più pericoloso.
Dimostra però che il Falco di luce non è più semplicemente il volto perfetto di un destino inevitabile.
Dietro l’immagine del sovrano divino cominciano a emergere contraddizioni, debolezze e desideri personali.
Ed è proprio in queste crepe che potrebbe aprirsi lo spazio necessario per il ritorno del Guerriero Nero.
