I Beherit sono tra gli oggetti più enigmatici e iconici dell’universo di Berserk, il manga creato da Kentaro Miura. Questi oggetti, che si presentano come pietre dall’aspetto inquietante, giocano un ruolo cruciale nella trama, fungendo da chiavi verso dimensioni aliene e incarnando i temi di destino, sacrificio e potere. In questo articolo, analizzeremo in dettaglio cosa sono i Beherit, le loro origini, il loro funzionamento e le interpretazioni filosofiche e culturali che li circondano.

beherit

Aspetto e caratteristiche fisiche

Un Beherit si presenta come una pietra magica dalla forma ovale simile a un uovo, con tratti facciali umani (occhi, naso, bocca) disposti casualmente sulla superficie. Questa caratteristica conferisce loro un aspetto profondamente disturbante. Anche in uno stato di inattività, i Beherit possono occasionalmente mostrare segni di vitalità, come l’apertura improvvisa di un occhio per fissare qualcuno, creando un’atmosfera di mistero e minaccia.

Quando un Beherit viene attivato, i tratti facciali si riordinano formando un volto angosciato che lacrima sangue e grida, aprendo un portale verso il mondo astrale. La loro attivazione avviene in momenti di estrema disperazione da parte del possessore, fungendo da catalizzatori per eventi di portata sovrannaturale.

Funzionamento e ruolo narrativo

I Beherit esistono in due varianti principali:

  1. Beherit comuni: Permettono al possessore di evocare la Mano di Dio in cambio di un sacrificio umano. Chi accetta diventa un apostolo, un essere demoniaco con poteri straordinari.
  2. Beherit cremisi (o Uovo del Re): Una versione più rara e potente, attivabile solo durante un’eclissi, che consente al possessore di ascendere al rango di membro della Mano di Dio.

Origini e significato filosofico

Le origini dei Beherit sono strettamente legate all’idea del male, una forza metafisica che governa il destino umano dall’abisso del mondo astrale. Nel capitolo 82 del manga, Griffith, durante la sua trasformazione, osserva i Beherit che si sollevano come gocce dal mare oscuro dell’abisso. Queste “gocce” sono manifestazioni fisiche delle idee e dei desideri umani, condensate in oggetti capaci di manipolare il corso degli eventi.

Flora, una strega del manga, descrive i Beherit come strumenti spirituali inviati nel mondo materiale da entità superiori per governare il fato degli uomini. Questi oggetti trovano sempre la strada per tornare al loro possessore designato, indipendentemente dalle circostanze, quando il bisogno di potere del proprietario raggiunge il culmine.

Origine del nome “Beherit”

Il termine “Beherit” deriva probabilmente dall’occultismo occidentale, in particolare dalla Bibbia di Satana di Anton LaVey, dove viene citato come un nome siriano per Satana. Tuttavia, il termine affonda le sue radici anche nella cultura ebraica e cananea, dove compare con il significato di “Signore delle Alleanze”. Questa etimologia si adatta perfettamente alla funzione dei Beherit nel manga, che consentono un’alleanza con la Mano di Dio in cambio di un sacrificio.

Analisi dei principali Beherit nella trama

  1. Il Beherit del Conte: È il primo Beherit a comparire nel manga. Questo oggetto viene utilizzato dal Conte per evocare la Mano di Dio e tentare di sopravvivere a Guts. Successivamente, passa in possesso di Guts stesso.
  2. L’Uovo del Re (di Griffith): Griffith ottiene questo Beherit da una zingara e lo utilizza durante l’eclissi per ascendere al rango di membro della Mano di Dio. L’Uovo del Re è l’unico Beherit cremisi conosciuto e richiede un sacrificio di massa per l’attivazione.
  3. Beherit comuni di altri personaggi: Tra i Beherit comuni, spiccano quelli di personaggi come Rosine, che lo trova casualmente, e l’uomo del mondo perfetto, che sacrifica tutto il suo ambiente per ottenere potere. In particolare, quest’ultimo diventa un Beherit vivente, una fusione unica tra uomo e oggetto.

Teorie sui colori e sulla simbologia

Il colore dei Beherit varia nel manga e negli adattamenti animati:

  • Beherit cremisi: Rosso, simbolo di sangue e sacrificio.
  • Beherit comuni: Presentano tonalità variabili come grigio, verde e blu, legate forse alla sofferenza e alle lacrime umane cristallizzate.

La scelta dei colori e la loro simbologia rimangono oggetto di dibattito tra i fan, ma suggeriscono una connessione profonda con i temi del manga.

Fonti d’ispirazione per i Beherit

Kentaro Miura ha dichiarato di essersi ispirato al film Hellraiser di Clive Barker, in cui un oggetto chiamato scatola di Lemarchand apre un varco verso una dimensione demoniaca. Questa connessione spiega il parallelismo tra i Beherit e altri strumenti narrativi che mediano tra il mondo umano e quello sovrannaturale.

Ruolo dei Beherit nel futuro della trama

Con l’evolversi della trama di Berserk, i Beherit continuano a giocare un ruolo fondamentale, sia come strumenti di potere sia come simboli del destino inevitabile. In particolare, la spada del Cavaliere del Teschio, composta da Beherit fusi, potrebbe rivelarsi una chiave importante nel confronto finale con la Mano di Dio.

Conclusione

I Beherit rappresentano uno degli elementi più affascinanti e complessi di Berserk. La loro funzione come chiavi verso il mondo astrale, le loro origini legate all’abisso e la loro simbologia culturale li rendono oggetti unici nella narrativa fantasy. Attraverso i Beherit, Miura esplora temi di moralità, sacrificio e il rapporto tra potere e destino, lasciando ai lettori un mistero che continua a stimolare discussioni e interpretazioni.

Per comprendere appieno l’importanza dei Beherit, è essenziale considerarli non solo come oggetti magici, ma come manifestazioni tangibili delle scelte e dei desideri umani, intrappolati in un ciclo eterno di causa ed effetto. La loro storia è, in ultima analisi, la storia del conflitto tra libero arbitrio e destino.